Carsten Nicolai – Pionier II

Carsten Nicolai – Pionier II

La tradizione della grande arte contemporanea per il Natale in Piazza Plebiscito a Napoli saluta quest’anno l’artista tedesco Carsten Nicolai, noto anche con lo pseudonimo di Alva Noto, che propone la sua installazione Pionier fra la centralissima piazza partenopea e il museo Madre.

Il battito del Vesuvio a piazza Plebiscito

In tempo reale il suono delle onde sismiche rilevate dall’Osservatorio vesuviano, Nicolai invita a metterci in ascolto della parte più profonda e fluida della Terra. Il suo battito riempie lo spazio urbano come un rombo sommesso di prepotente, inquieta energia mai sopita, con la quale gli abitanti di Napoli hanno sempre intrattenuto un rapporto ambivalente, fatto di fascinazione e terrore. Su questo fondo sonoro 3 grandi palloni gonfi di elio – in tutto e per tutto simili a quelli usati dalla protezione civile tedesca in caso di calamità – si sollevano alla deriva dei venti provenienti direttamente dal mare. Trattenute al suolo solo da un cilindro di metallo, le tre mongolfiere sono fonti di luce oscillanti e mobili, che danno forma percepibile agli elementi immateriali e invisibili con i quali l’artista lavora.

Tre enormi bocche fumanti segnano i confini della Piazza. Tre cilindri di acciaio dalla cui sommità esce un fascio di luce algida accompagnata da sbuffi di fumo chiaro e denso. «Pionier II»: l’installazione creata dall’artista tedesco Carsten Nicolai si materializza in piazza del Plebiscito.

 

 

 

 

Un pioniere, o meglio, un Pionier. Dell’arte contemporanea e della musica elettronica. La tradizione della grande arte contemporanea per il Natale in Piazza Plebiscito a Napoli saluta quest’anno l’artista tedesco Carsten Nicolai, noto anche con lo pseudonimo di Alva Noto, che propone la sua installazione Pionier fra la centralissima piazza partenopea e il museo Madre.

È lui l’artista scelto da Regione Campania e Comune e Provincia di Napoli per la quindicesima edizione del tradizionale appuntamento, che negli anni scorsi ha visto sfilare big del calibro di Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Mario Merz, Gilberto Zorio, Giulio Paolini, Anish Kapoor, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Richard Serra, Luciano Fabro, Sol LeWitt, Jenny Holzer, Michelangelo Pistoletto, Jan Fabre.
Entrambe le installazioni affrontano il tema dell’interazione tra gli elementi artificiali e naturali, “direttamente ispirati al rapporto antagonista che la città vive con il sottosuolo”. Tre mongolfiere ad elio, illuminate e collegate al suolo tramite cavi metallici, ondeggiano sopra la piazza accompagnate da un suono di sottofondo, trasposizione sonora delle onde telluriche prodotte dal Vesuvio.
L’installazione nel cortile del museo consiste invece in un paracadute, che ricorda quelli utilizzati per l’atterraggio delle capsule spaziali sulla superficie extraterrestre o quelli per lanciare carichi in territori inaccessibili. Gonfiato tramite un ventilatore, il paracadute è illuminato da una forte fonte di luce che ne evidenzia la struttura al calare della sera.