Scavi archeologici di Pompei

Scavi archeologici di Pompei

La città di Pompei distrutta dall’eruzione del vulcano Vesuvio nel 79 d.c. fu dimenticata per molti secoli e solo nel settecento, sotto la spinta del sovrano Carlo di Borbone, fu iniziata una sistematica operazione di ricerca e scavo che riportò alla luce la città antica, scatenando l’interesse e la passione per l’archeologia che caratterizzò la fine del secolo e trasformando Pompei in un mito indistruttibile ed in uno dei siti più visitati al mondo e dando origine a quel fenomeno di turismo culturale noto come “Grand Tour”.

Tutta la città antica si apre al visitatore, vie, piazze, ville, teatri, palestre, terme, rivive dinanzi agli occhi il brulicare della vita di duemila anni fa.

Gli scavi di Pompei ci hanno restituito la storia di una città fermata all’improvviso nel 79 d. C. dalla lava dell’eruzione del Vesuvio, con i suoi monumenti, le sue case, i suoi templi e i suoi abitanti, straordinariamente preservatisi nei millenni. Un sito archeologico straordinario, da visitare assolutamente, conoscendone almeno una piccola parte della sua storia

Alcune opere rilevanti nella città di Pompei

Il parco archeologico di Pompei costituisce uno dei siti più vasti ed articolati al mondo. Inestimabile il contributo che i reperti, le epigrafi, i templi, i manufatti e la miriade di tracce hanno fornito, consentendo uno studio composito e dettagliato della vita politica, religiosa, giuridica, commerciale, culturale contribuendo in modo determinante alla comprensione della più vasta cornice storica di età romana.
Si capisce, dunque, che non è questa la sede adatta a scandagliare e descrivere l’immenso patrimonio archeologico che il sito conserva. Per questo si accennerà solo ad alcune delle più accattivanti e significative opere del parco di Pompei, sperando di favorire la giusta dose di curiosità che vi sospinga a visitare -accompagnati da guide sapienti- il sito vesuviano.

I teatri della città antica di Pompei

Scavi archeologici di Pompei, simulacro delle grandi trasformazioni subite dalla società romana nelle sue strutture economiche, culturali e politiche, sono documentazione pressoché esclusiva anche dell’evoluzione che coinvolse gli edifici teatrali, di cui nulla o quasi ci rimane per quanto concerne l’antica città di Roma. Pompei svela le varie fasi architettoniche del teatro a cominciare dalla struttura originaria formata dall’orchestra semicircolare, dalle parodoi coperte, dai prosceni e dalle versurae. La città disponeva di ben due Teatri che oggi, sebbene spogli dei marmi e delle decorazioni, accolgono ancora spettacoli contemporanei per un pubblico vasto.
Accanto al teatro grande, con i suoi ambulacri coperti, la crypta, il logeion sopraelevato di circa due metri, l’orchestra nella quale era allocata una vasca per i giochi acquatici durante gli intervalli, sorse un piccolo theatrum tectum, un odeio inscritto in un quadrato destinato a sostenere la copertura.

Scavi archeologici di Pompei

Conosciamo la storia di Pompei con Massimo Osanna

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Anfiteatro

Noi cominciamo la visita di Pompei dall’anfiteatro. Non è l’unico presente all’interno degli scavi di Pompei ma è senza dubbio il più grande e maestoso. Si tratta anche dell’anfiteatro in assoluto più antico tra tutti quelli di epoca romana presenti al mondo. Venne infatti costruito nel 70 avanti Cristo, poco dopo che Pompei fu trasformata in colonia romana e aveva una capacità di circa ventimila spettatori, che arrivavano qui addirittura dalle città vicine per assistere agli spettacoli. Per questo motivo la sua posizione non è centrale, ma venne costruita in un lato della città, proprio per facilitare gli spostamenti di masse così ingenti di persone.
Entrandovi ci troviamo proprio nel mezzo dell’anfiteatro e, attraverso delle scalinate esterne a doppia rampa è possibile accedere alle gradinate superiori, mentre un corridoio accompagna fino alle gradinate inferiori.
Un parapetto, ancora visibile, separava l’arena dagli spettatori ed era decorato con affreschi che richiamavano l’arte dei gladiatori. Una parte di questi è ancora visibile con i nomi dei magistrati che decisero di far costruire questa grandissima struttura.

Palestra Grande

Proprio davanti all’anfiteatro si trova invece la Palestra Grande, un grande spazio all’aperto di circa 140 metri di lato e a forma quadrata, circondata da portici chiusi e da alte mura esterne. Ai lati della palestra grande erano presenti dei grandi platani di cui è rimasto il calco delle radici.
Questo spazio venne costruito agli inizi del I secolo e veniva utilizzato per far fare sport ai giovani di rango più alto. Al suo centro era presente anche una piscina di circa 23 per 35 metri. Sulle pareti e sulle colonne che definiscono questo spazio sono stati ritrovati alcuni affreschi a tema erotico e poetico.
La Palestra Grande venne riportata alla luce nel secolo scorso, tra il 1935 e il 1939 e durante gli scavi vennero ritrovati anche numerosi corpi di persone che cercarono rifugio dall’eruzione al suo interno, probabilmente convinti che le alte mura della struttura potessero proteggerli dalla colata di lava.

Teatro Grande

Uno dei luoghi che più mi è piaciuto di tutta Pompei è senza dubbio il Teatro Grande e il successivo Teatro Piccolo.
Al teatro grande si accede direttamente attraverso il foro triangolare e venne realizzato sfruttando l’inclinatura già esistente della collina.
Qui si trova una gradinata suddivisa da corridoi in tre zone, suddivise a loro volta in cinque settori, che erano serviti da un passaggio coperto con volta a botte, andato scomparso. Questo teatro fu anche il primo edificio pubblico ad essere riportato alla luce nella sua interezza. Gli scavi cominciarono infatti già nel 1764.
Il teatro grande venne costruito intorno al II secolo avanti Cristo e successivamente ristrutturato secondo il gusto romano. Durante l’epoca augustea vennero fatti dei gorssi lavori alla scena e al palcoscenico, con l’adozione di un velarium ovvero un grande telo utilizzato per coprire l’intero teatro durante i giorni più caldi. Contenstualmente vennero anche numerati i sedili in maniera tale che il pubblico potesse trovare posto più agilmente.
All’interno del teatro grande di Pompei andavano in scena commedie e tragedie di tradizione greco-romana.

Teatro Piccolo

Di dimensioni più contenute è invece il teatro piccolo, noto anche come Odeion. Questo è di epoca successiva rispetto al teatro grande, venne infatti eretto nel 79 avanti Cristo per volontà degli stessi magistrati che ordinarono la costruzione dell’anfiteatro.
All’interno del teatro piccolo andavano in scena spettacoli di mimo, molto in voga all’epoca, ed esibizioni musicali e canore. In quei tempi era estremamente decorato con marmi colorati e le scalinate erano completate da statue di uomini. Tutta la struttura del teatro piccolo era ricoperta da un tetto che oltre a proteggere dal caldo e da eventuali intemperie, migliorava l’acustica di questo luogo.
All’esterno del teatro piccolo di Pompei, sull’intonaco della muratura, sono conservati molti graffiti degli spettatori degli spettacoli che si svolgevano qui e che a volte arrivavano da paesi molto lontani. Anche il teatro piccolo fu tra i primi edifici ad essere scavati: i lavori qui iniziarono nel 1769.

Palestra degli Iuvenes

Un’altra delle costruzioni da vedere è senza dubbio la palestra degli Iuvenes, che si trova sul vicolo della Regina. Dall’esterno dell’edificio, al quale attualmente non si può entrare, è visibile la grande sala interna con affreschi che descrivono scene con atleti, lottatori, un saltatore con i manubri, un giudice di gara e il premio per l’atleta vincitore.
La palestra degli Iuvenes faceva parte di un impianto termale dedicato agli uomini e risalente al I secolo dopo Cristo, in una zona che godeva di un ottimo panorama verso il mare. Esternamente invece si trova un corridoio di ingresso dotato di un ricco mosaico sul pavimento che descrive la scena di lotta tra due atleti che si affrontano a mani nude.

Villa dei Misteri

L’arrivo alla Villa dei Misteri di Pompei è dall’alto e ci si presenta con il lungo porticato antistante sorretto dalle molte colonne rinvenute durante gli scavi di inizio novecento.
Il nome di Villa dei Misteri lo si deve al grande affresco che è conservato al suo interno e che copre ben tre pareti. Il disegno qui presente raffigura un rito riservato ai devoti del culto, in cui Dioniso appare sulla parete centrale insieme alla sua sposa Arianna. Le pareti laterali sono decorate con fauni, menadi e figure alate impegnate in attività rituali. La Villa dei Misteri è piuttosto ampia e conserva nelle numerose stanze altrettanti affreschi spesso con raffigurazione di elementi architettonici. Nel tablino invece le parti dipinte si fanno più piccole e con chiara ispirazione egiziana. Questa villa è piuttosto ampia e al suo interno si trova anche una zona destinata alla produzione del vino, grazie a un grande torchio in legno.
Nonostante la Villa dei Misteri fosse stata costruita nel II secolo avanti Cristo, il suo aspetto attuale è di qualche decennio dopo: venne infatti ristrutturata intorno all’80 avanti Cristo, lo stesso periodo a cui risale anche il grande affresco dei misteri.

 

Ma c’è molto altro ancora. La visita qui indicata è comunque molto povera e va approfondita con una visita guidata.

Stanotte a Pompei Rai1 Alberto Angela